armi antiche

Info & pubblicazioni

… al dì de ancoi,
per verità, dell’armi dir vi posso
che è meglio regionar che averle indosso

Con questa frase si apriva il primo numero di Armi Antiche, il Bollettino dell’Accademia di San Marciano, che ben riassume e illustra, ancora tutt’oggi, la vocazione della rivista: ragionare sulla storia delle armi, sotto ogni punto di vista.

Il primo numero uscì nel 1954, ma l’anno precedente era stato pubblicato un fascicoletto tirato in ciclostile con un paio di articoli, uno dei quali di Hayward, già con il nome Armi Antiche. Da quel numero pilota del 1953, Armi Antiche è stato dato alle stampe con cadenza annuale fino a oggi, senza interruzioni e con la stessa vocazione internazionale di quel numero 0.

Principale rivista italiana del settore, una delle più autorevoli non solo a livello Europeo, ha ospitato le firme dei maggiori esperti di armi antiche, sia italiani sia stranieri, trattando argomenti inerenti alle armi di tutto il mondo, dall’antichità alla fine del XIX secolo.

Sempre attenta ai filoni di ricerca più innovativi e all’avanguardia, fin dai primi numeri ha contribuito allo sviluppo dello studio delle armi da fuoco, in particolare italiane, con contributi di autori di primo piano come Agostino Gaibi, che fu a lungo Direttore del Centro Studi dell’Accademia di San Marciano, e Nolfo Di Carpegna. Negli stessi numeri, si pubblicavano studi, sulle armi bianche, di qualunque tipologia ed epoca, europee ed esotiche, sulle artiglierie e sull’armatura: alcuni di questi articoli rappresentano ancora oggi la bibliografia fondamentale dell’oplologia. Venivano analizzati e descritti oggetti da tutte le collezioni del mondo: dai musei italiani, a partire dall’Armeria Reale e dal Museo d’Artiglieria di Torino, i cui direttori Francesco Sartoris e Paolo Gay, furono tra i primi collaboratori di Armi Antiche fin dal 1954, dal Museo Stibbert, con i contributi di Lionello Giorgio Boccia; dai musei esteri, dal Metropolitan di New York all’Ermitage di San Pietroburgo, i cui curatori hanno spesso pubblicato su Armi Antiche. Grande interesse hanno riscosso le collezioni private: come Bollettino di un’associazione fondata da collezionisti, sono state valorizzati oggetti di proprietà di privati, spesso di enorme interesse, altrimenti inedite.

Gaibi, pubblicando l’edizione dell’Arte fabrile di Antonio Petrini (unica edizione tutt’oggi esistente) nei numeri del 1961 e del 1963, indirizzava gli studi verso lo studio e l’esegesi delle fonti scritte: all’analisi minuziosa degli oggetti, su Armi Antiche si pubblicavano articoli che mettevano a confronto gli oggetti con i documenti d’archivio, contribuendo in maniera significativa allo sviluppo dell’oplologia.

Un settore frequentato fin dai primi numeri è quello delle uniformi e delle insegne dei corpi militari, sviluppando particolarmente la vessillologia grazie all’attività di Aldo Ziggioto, celebre vessillologo che diresse Armi Antiche per diversi anni, rinnovandolo anche dal punto di vista estetico.

Nel 1961 il generale Guido Amoretti inaugurò il settore delle fortificazioni che, negli anni, ha coinvolto numerosi autori di spessore.

Nel corso dei decenni, Armi Antiche ha seguito i principali filoni di ricerca internazionali, seguendo gli studi più all’avanguardia fin dai primi passi. È stata la prima rivista in Italia a occuparsi sistematicamente agli studi metallografici sulle armi antiche, e più in generale alle analisi delle armi con i moderni strumenti scientifici. Venivano pubblicati lavori sulla meccanica delle armi, soprattutto risorgimentali, ma anche sulla storia delle tecnologie e dei processi produttivi con cui le armi furono forgiate. Per merito di Giorgio Dondi, oplologo di fama internazionale che ha ricoperto a lungo la carica di Presidente e ha tenuto il timone del Bollettino, sono stati pubblicati lavori su temi mai trattati, come le tecniche decorative, il commercio delle armi e la loro circolazione, notizie biografiche su armaioli, botteghe, opifici, fonderie e arsenali; su temi innovativi come i falsi/apocrifi/riproduzioni, sulle committenze, sulle analisi iconografiche; notizie dalle grandi collezioni pubbliche e su oggetti straordinari da quelle private. Sono stati curati i tagli interdisciplinari, con contributi di storici dell’arte, archeologi, filologi, storici della letteratura, storici, archivisti, bibliotecari, ingegneri, architetti, museologi, medici, chimici, musicologi e restauratori.

L’area geografica d’interesse è globale. Con la sua vocazione internazionale, Armi Antiche ha pubblicato articoli da autori di tutto il mondo, inerenti armi prodotte e/o conservate in tutto il mondo. Allo stesso modo, non ci sono vincoli cronologici: dalle armi delle società più antiche, anche con articoli dal taglio archeologico, fino all’ultimo ventennio del XIX secolo, che rappresenta convenzionalmente la linea spartiacque tra le armi antiche e le armi contemporanee.

Nel corso di sei decenni, alcuni numeri di Armi Antiche sono stati dedicati ad argomenti specifici, mentre sono stati pubblicati tre numeri speciali; dal 1965 sono stati dati alle stampe, con uscita periodica, sette volumi fuori serie, divenuti vere rarità.

Armi Antiche continua le sue pubblicazioni, sempre con cadenza annuale, continuando a trattare i temi inerenti il mondo delle armi antiche, sempre con studi innovativi, spesso pionieristici, grazie alla collaborazione dei maggiori studiosi e collezionisti del mondo. Fin dal primo numero inoltre ha ospitato un Notiziario Bibliografico che fu interrotto per qualche annata, per essere ripreso nei numeri recenti. Si pubblicano segnalazioni e recensioni dei principali volumi pubblicati durante l’anno inerenti tutti gli argomenti trattati dal Bollettino.

Le nostre pubblicazioni annuali

SOMMARIO ARMI ANTICHE 2018

Ricordo di Raffaele Natta-Soleri

A. Caccaveri, Trentennale del Museo delle Armi antiche Luigi Marzoli 1988-2018

S. Picchianti, Ascesa e declino di una professione artigiana: gli armaioli fiorentini (XIV-XV secolo)

A. Gerasimova, «Brunswick style» decorated armor: on description and attribution.

Y. Igina, Backplate from the Medici Armeria in the Hermitage collection.

V. Li. Pérez Garcia, El sable abisinio y otras espadas-hoz africanas. Estudio comparativo.

P. De Montis, Le iscrizioni in croato cirillico sulle schiavone: alcune considerazioni su quattro spade nella collezione Marzoli.

L. Scaperrotta, Manta o senape? Considerazioni in margine alla produzione e al restauro delle impugnature delle schiavone.

M. Chiarini, M. Falconi, Una selezione di armi poco note dal Museo delle Armi “Luigi Marzoli” di Brescia.

A. Donato, Analisi di alcune artiglierie inglesi. I cannoni modello Blomefield e Fraser MK III.

Autori e abstracts
L. Tosin (a cura di), Notiziario bibliografico

SOMMARIO ARMI ANTICHE 2019

D. RABOVYANOV, S. VELIKOVA: Medieval Sword from the Collections of the Rousse Regional Museum of History

M. VELLO: Alcune considerazioni sulla produzione di spade nel bellunese

R. BICCI: Tomaso Caprioli e il suo stendardo. Un generale bresciano alla corte di Rodolfo II

P. DE MONTIS: L’armeria dei conti Gambara, da un inventario del 1615-1618

A. BUTI: Mattia Buresta Genovese e le sue armi per i principi Colonna di Roma

M. RE: Giuseppe Terni Fece. Castel San Giovanni Piacentino

D. MILOSERDOV: Lohar: Myths and Reality

N. OVODKOV: Attività del Comitato di Artiglieria della Direzione Centrale di Artiglieria per lo studio di fucili a ripetizione nella seconda metà del XIX secolo: sistemi Bertoldo, Vitali, Vinci, Francini e Arnaldi

Autori e abstracts
L. Tosin (a cura di), Notiziario bibliografico

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Numeri speciali

LA SPADA RITROVATA DEL PERSEO DI CELLINI

MARCO MERLO:
La spada del Perseo di Cellini: morfologia e simbologia di una storta fuori dai canoni

ILARIA CISERI:
Una recente novità nell’Armeria del Museo Nazionale del Bargello: la spada del Perseo di Benvenuto Cellini

MAURIZIO ARFAIOLI:
Un taglio col passato: la Loggia dell’Orcagna e le sue lame

SIMONE PICCHIANTI:
Dal cesello alla spada: Benvenuto Cellini e le armi

PAOLO DE MONTIS:
La storta per Cosimo Medici: simbolo e oggetto d’uso

Numeri monografici

2001 Ferro oro pietre preziose… Le armi orientali dell’Armeria Reale di Torino, catalogo di un’importante selezione di armi orientali, curato dal Direttore dell’Armeria Paolo Venturoli

2006 L’armata reale di Francia all’assedio di Torino del 1706, atti della giornata di studi promossa in collaborazione con l’Associazione per la Valorizzazione della Storia e Tradizione del Vecchio Piemonte

2005 Ristampa anastatica del raro e fondamentale volume J. GELLI, G. MORETTI, Armaioli milanesi, edito nel 1903

2002 Supplemento al Catalogo Angelucci, un inventario sommario, rinvenuto negli archivi dell’Armeria Reale di Torino e posteriore al Catalogo Angelucci del 1890

2011 Numero dedicato al 150° dell’Unità d’Italia

Numeri speciali

1971 atti del IV Congresso Internazionale di Vessillologia

1972 atti del VI Congresso dello IAMAMH, in collaborazione con lo IAMAMH (Associazione Internazionale dei Museo d’Armi e di Storia Militare)

2014 dedicato ai 60 anni dell’Accademia di San Marciano, con la ristampa anastatica del numero 0 del 1953 e una storia illustrata dell’Accademia

Fuori serie

1965 Atti del I Congresso internazionale Amatori di Armi Antiche, Uniformologia, Arte e Storia Militare

1971 Recueil du IV Congrès Intrnationale de Vexillologie in collaborazione con Centro Italiano Studi Vessillologici

1971 P. Fiora, Bandiere in Piemonte. Documetnazione storica

1994 Piémont XVIII-XIX. Armes et technologie militaire: Royaumes de Sardaigne et d’Italie, a cura di R. Rapin, R. Sterrantino, G. Uzzo

1995 E. DE ROSSI, Il 111° di linea dal 1800 al 1814. Fasti e vicende di un reggimento italiano al servizio francese ristampa anastatica del volume pubblicato nel 1912

2002 F. STERRANTINO, Le armi da fuoco del Vecchio Piemonte. L’armamento potatile, 1683.1799, 2 voll.

2007 G.B. D’EMBSER, Compendio della grand’arte d’artiglieria 1732, trascrizione e commento di G. Dondi, 2 voll.

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